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Marta Bassino conquista (ex aequo) il primo oro azzurro


Una fase della seconda manche finale fra Katharina Liensberger (a sinistra) e Marta Bassino (a destra): finirà con un oro ex aequo ©Pentaphoto

Arriva la prima medaglia nel carniere degli azzurri, ed è d'oro. A conquistarla, Marta Bassino nel parallelo, per la prima volta ai mondiali nella sua versione individuale. La piemontese, che ha condiviso il primo gradino del podio ex aequo con l’austriaca Katharina Liensberger, ha eliminato la slovena Urška Hrovat negli ottavi, la compagna di squadra Federica Brignone nei quarti e in semifinale la francese Tessa Worley, poi bronzo.

Tra gli uomini, che hanno gareggiato alternati alle donne, oro nel medagliere francese, con Mathieu Faivre, che ha superato il croato Filip Zubčić e lo svizzero Loïc Meillard, già bronzo in combinata.

Grande sconfitto è stato, invece, il regolamento davvero strambo di questo parallelo. Il meccanismo della gara prevede, dagli ottavi in poi, scontri a eliminazione diretta, dove ogni coppia si affronta due volte, a piste alternate. Nel "ritorno", l'atleta giunto secondo nella manche di apertura riparte con un ritardo corrispondente al distacco accumulato nella prima prova, a condizione che non sia superiore ai 50 centesimi. Se lo sconfitto arriva 51 centesimi, o un secondo, o due secondi dopo l'avversario - oppure se salta una porta e non termina la gara - riparte con solo 50 centesimi di ritardo. Nella seconda run, invece, non è così.

Fatto uno più uno, se un parallelista perde la prima manche distaccato di 1 secondo e vince la seconda con un vantaggio di 51 secondi, passa il turno. Assurdo.

Ma non è tutto. Perché nel parallelo, un tracciato è sempre più veloce dell'altro. E a Cortina la differenza era davvero abissale: la pista rossa era ben più agevole di quella azzurra. Così, essere sorteggiati per la prima manche sul tracciato rosso significava essere molto svantaggiati e rischiare di essere eliminati pur con un tempo totale migliore. In due parole, gara falsata.

Così è stato per vari protagonisti. Così è stato anche per Federica Brignone, che non l'ha mandata a dire. “Un regolamento ingiusto: sono arrabbiatissima", ha detto ai microfoni della Rai. “Penso sia stata una delle gare più indecenti che abbiano organizzato. A un Mondiale per di più: indecente davvero. Non puoi fare una pista così diversa tra una manche e l’altra. Il parallelo deve essere diritto, non puoi andare in diagonale. Mi dispiace, non è una scusa, ma questa è una gara completamente ingiusta. La pista rossa già parte un po’ più diritta, inoltre la blu, dove c’è la curva lunga, ti fa finire in un buco, perché è in contropendenza. Così non esci più dal piano".

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