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Coronavirus, gli sport a rischio



Secondo Thomas Bach (sopra), Tokyo 2020 non è a rischio. I Giochi, ha dichiarato il presidente del Comitato olimpico internazionale, "non saranno cancellati, né posticipati. Questo scenario non è stato discusso nelle riunioni esecutive del Cio di questa settimana". Ma, di questi tempi, le cose cambiano, anche rapidamente, anche in maniera clamorosa: il massimo organo sportivo mondiale "non specula sugli sviluppi" e si atterrà alle indicazioni dell'Oms.

Come dire: i Giochi si svolgeranno regolarmente, o forse no. Tanto più che lo stesso premier giapponese Shinzō Abe avrebbe chiesto il rinvio della manifestazione. Una posizione che (senza condizionali di sorta) non è scartata da Seiko Hashimoto, ministro dello Sport con delega sui Giochi Olimpici, che ha espressamente parlato di questa possibilità. Il contratto con il Cio, ha detto rispondendo a un deputato nipponico, "prevede che i Giochi si svolgano entro il 2020". Il che potrebbe "consentire un rinvio”.

C'è ancora tempo per prendere una decisione: si parla di maggio. Meno margine, invece, per altre manifestazioni sportive di alto livello internazionale.I campionati del mondo di atletica indoor, in programma a Nanchino (Cina) dal 13 al 15 marzo, sono già stati comprensibilmente annullati. Come il campionato del mondo di short track, fissato per le stesse date a Seul.

Nel ciclismo, non si è concluso il Giro degli Emirati Arabi, per la positività di due corridori azzurri: si trema per il Giro d'Italia e il Tour de France. Soppresso il mondiale di rugby paralimpico e primo rinvio per un incontro del Sei nazioni (Irlanda-Italia, che si sarebbe dovuta disputare sabato prossimo a Dublino). Nessuna maratona di sci nordico in Engadina, l'8 marzo. Cancellati vari tornei di tennis – e si inizia a temere per Roland Garros e Wimbledon, dato che in Francia i casi sono in aumento e l'Inghilterra inizia a pensare alle prime misure di contenimento, come il rinvio di una giornata di Premier League.

Rischiano anche i campionati del mondo di hockey, in calendario tra l'8 e il 24 maggio a Zurigo e Losanna. In Svizzera sono stati sospesi i massimi tornei di calcio e disco su ghiaccio (quest'ultimo appena dopo la conclusione della regular season e prima dell'inizio dei playoff), e l'incertezza regna sovrana. Un punto sembra abbastanza fermo: i Mondiali non si disputeranno a porte chiuse, come ha dichiarato il presidente della Iihf René Tasel alla Tass. Piuttosto, ha affermato il numero uno della federazione internazionale hockey, si prenderà in considerazione l'idea di spostarli.

"E' nostra ferma intenzione far disputare i Mondiali in Svizzera", ha detto Tasel, "e una decisione definitiva verrà presa al più tardi il 15 aprile. In caso di trasloco forzato, il torneo iridato potrebbe disputarsi a Sochi, in Russia, o in Bielorussia". Una decisione che potrebbe rivelarsi obbligata, anche se molto sofferta (e non solo per lo svizzero Tasel). "I russi ci hanno detto che, in caso di necessità, sono pronti. Li ringrazio. Sochi ha due piste e hotel sufficienti per ospitare tutti. Ma, onestamente, è un po' utopico pensare di poter cambiare tutto all'ultimo momento. Ora occorre mantenere la calma e lavorare con l'obiettivo di disputare i Mondiali dall'8 al 24 maggio a Zurigo e Losanna, come previsto".

Infine, le finali di Coppa del mondo di sci alpino, in programma a Cortina dal 18 al 22 marzo. In un primo momento si parlava di gare senza pubblico. Ma ora, la manifestazione è alto rischio (si deciderà domani). Una cancellazione rappresenterebbe un duro colpo per la macchina organizzativa di Milano-Cortina 2026, di cui questa manifestazione dovrebbe rappresentare la prima prova generale (la seconda, i Mondiali di sci alpino 2021, in programma proprio nel capoluogo ampezzano).


Maurizio Giuseppe Montagna

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